
Qui di seguito, riportati fedelmente una lista dei migliori approcci che ho avuto nell’ultimo periodo (si prega di non soffermarsi più di tanto sulle discutibili tecniche utilizzate: l’esaperazione dopo anni di insucccessi può infatti indurre un maschio medio di sana e robusta costituzione e di discreta intelligenza a trovarsi in fasi di totale negazione della propria fantasia e creatività):
LA LOGORROICA
io – ciao
lei - ...
io – so che non è proprio il massimo venire qui e dire ciao, così, a una persona che non conosci, ma è più o meno da quando sei entrata nel locale che ho voglia di venire a parlarti...
lei - ...
io – Io mi chiamo Enrico e tu?
Lei - ...
Io – Sai, di solito non sono così coraggioso da farmi avanti con una ragazza. Tu di solito come reagisci quando qualcuno ti si presenta?
Lei - ...
Io – Ehm... mi pare di capire che la mia presenza non è molto gradita, quindi, ok, come non detto, fai finta di non avermi mai visto, io non sono qui adesso, ok?
Lei - ...
Io – Sssssì. Va bene. Tanti saluti. Grazie per questa piacevole conversazione.
Il dubbio che ovviamente sale subito alla mente è quello di stare approcciando una persona con gravi disfunzioni all’apparato uditivo e a quello vocale. Fortunatamente, dato che conosco alcuni rudimenti del linguaggio dei segni, dopo aver detto, nel linguaggio gestuale, “Vorrei sfondarti il culo sulla carrozza del bruco-mela al Luna park” (è la prima cosa che ti insegnano a dire, al corso di lingua dei segni) e non aver visto ancora alcuna sensibile reazione, posso dire con certezza che la ragazza non è sordomuta.
Tutto per poi constatare, quarto d’ora dopo quarto d’ora, che la misteriosa lei rimane per tutta la sera nella stessa posizione, con la sua amica, mouvendo appena le labbra ogni tanto, non parlando con nessun altro.
LA RAFFINATA(The class is not water)
A una ragazza molto fine, sempre vestita elegante, con un viso dolce tipo Scarlett Johanssonn:
Io – Senti, diciamo che ti trovi in un locale, e un tizio che è da qualche mese che ti nota ti si avvicina e ti chiede come ti chiami eccetera eccetera, insomma diciamo pure che ci sta un po’ provando, tu che fai?
Lei – LO MANDO A CAGARE
Io – ah.
LA CRITICA MUSICALE
Io – E che musica ascolti, tipo quando sei in macchina?
Lei – Ah, a me piace un po’ ogni genere di musica, guarda, ascolto Tiziano ferro, i Gemelli Diversi, Nek, Laura pausini, Robbie Williams, e poi credo che la musica sia la cosa più bella del mondo, credo che morirei senza i miei cd di Gigi d’Alessio e poi...
Io – Scusa un attimo, mi sembra che mi stiano chiamando da laggiù...
Lei – Laggiù dove, non vedo nessuno...
Io – Eh, laggiù, laggiù, lontano...
L'INTELLETTUALE IMPEGNATA
Io – L’ultimo libro che hai letto?
Lei – Memorie di un’ereditiera
Io – Dal titolo sembra interessante. Chi l’ha scritto?
Lei – Paris Hilton
Io - Scusa un attimo, mi sembra che mi stiano chiamando da laggiù...
L’AAA (Attenta Ascoltatrice Altruista)
Io – E quindi lavori come commessa, ti interessi di manicure, fai un corso di yoga, ti piace la pizza con le verdure, hai una Lancia y, parli un po’ di francese...
Lei – sì ma adesso parliamo un po’ di te, sono stufa di parlare di me
Io – Bè, io mi chiamo Enrico e...
Lei – Ah, sì, non ti ho neanche detto della mia collezione di dvd di Ally Mc Beal, li ho tutti, dalla prima all’ultima puntata, li avrò visti un centinaio di migliaia di volte. Ma comunaque, sì, voglio anche sapere qualcosa di te, insomma. Mi dicevi?
Io – Sì, mi chiamo Enrico, lavoro come...
Lei – E poi, a proposito di dvd, ho anche tutta la serie completa di E.R. medici in prima linea, anche quella l’ho vista un casino di volte, senza contare tutti gli altri dvd sparsi di Friends, Una mamma per amica, O.C.... a te che programmi piacciono invece? Ehi? Ma dove sei? Federico? Dove sei andato Federico?
LA NINFOMANE
Vestita come una zoccola, si aggira per la discoteca sculettando a destra e a sinistra e strusciandosi su ogni palo metallico e non, manco facesse la lapdance. Poi, per una fortunata congiunzione astrale, me la ritrovo all’uscita che le sue amiche se ne sono andate tutte vie e che sta chiamando l’892424 per un taxi.
Allora Dio esiste.
Io – Ehi, se vuoi un passaggio, e se il tuo indirizzo è all’interno dei confini italiani, posso darti uno strappo.
Lei – Magari! Mi salveresti la vita! Non c’è uno straccio di taxi libero prima di un’ora!
Anche la Madonna, mi sa.
Io – è la prima volta che ti vedo qui a ballare.
Lei – già. Tu ci vieni spesso?
Io – Bè, dipende.
Lei – Da cosa?
Io – Se so che ci verrai ancora, allora sì
Lei – Tu sì che sai trattare le ragazze...
A questo punto anche tutti gli altri Santi, direi.
Lei – Sai, ti avevo notato, in discoteca...
Io – Ma dài
Lei – sì, e sono contenta che mi abbia chiesto di accompagnarmi.
Domani devo ricordarmi di andare ad accendere un cero in chiesa.
Lei – Ecco, abito proprio in fondo alla strada. Sempre dritto.
Io mi fermo davanti a casa sua, o meglio, mi sto fermando, già pregustando i momenti erotici che il cielo mi sta per donare con questo esemplare (s)vestito di donna, e lei, con la macchina praticamente ancora in corsa, scende al volo, salutandomi con un “ciao, notte, chiamami”.
Ovviamente, senza avermi lasciato numero di telefono.
La “SOFFERTA” (con l’apostrofo: S’OFFERTA)
Mi guarda da più di mezz’ora. Ogni tanto mi giro di scatto e lei è lì che mi sta squadrando. A un certo punto le parte anche un sorriso.
Praticamente un rigore a porta vuota.
Le faccio portare da bere.
Ringrazia con un cenno. Mi fa segno di avvicinarmi. Iniziamo a parlare.
Gentile, accogliente, disponibile. Parliamo un bel po’.
Diciamo che l’arbitro sta per fischiare, ok, che io sto per prendere la rincorsa, ok, il pubblico fa anche finta di essere emozionato, ma alla fine è un rigore senza portiere, e che cavolo. Solo un impedito totale lo sbaglierebbe.
L’unica cosa che un po’ mi lascia perplesso è il fatto che continua a ordinare da bere: dopo un’ora di dialogo serrato che passa dai romanzi di Bataille agli usi alternativi degli attrezzi da cucina, sarà già il quinto giro di havana cola per due.
Con i prezzi di questo locale vuole dire un centone come niente.
Tanto mica avrà pensato che li paghi tutti io, no?
Farò lo splendido, pagherò un paio di giri, il resti fifty-fifty. Mi sembra più che ragionevole. Mi costerà un po’, ma alla fine il premio è assicurato.
Fra parentesi, non credevo che fossero particolarmente efficiente le clips da insalata, per certe cose.
Lei – Ma mica devi metterli dalla parte del cucchiaio o della forchetta.
Io – Ah. Giusto. Infatti.
Premesse positive del genere le ricordavo solo in un sogno erotico fatto in terza media con protagoniste Tamara e Sabrina, le due gemelle fornitrici ufficiali del mio materiale masturbativo da un paio di lustri a questa parte.
Io – Però, ti piace l’havana.
Lei – Sì, dài, non c’è male.
Altro giro. La testa comincia un po’ a disperdersi. Io penso che, ma sì, tanto anche da ubriachi, non sarà mica difficile centrare lo specchio della porta, no? Non devo neanche tirare forte.
Quando il cameriere porta i due bicchieri, io guardo il mio come se fosse un veleno schifoso, o una di quelle medicine dal sapore metallico che ci davano da bambini.
Lei se lo spara giù in due sorsi.
Poi, approfittando dei miei sensi allentati, nel tempo record di due secondi, si alza, mi saluta e se ne va.
Non è poi impossibile sparare in curva un rigore a porta vuota, insomma.
L’alcol mi impedisce di percepire all’istante la fregatura, ma a questo ci pensa la sagoma del cameriere che mi porge uno scontrino che porta in fondo impressa la cifra decisamente umoristica di 140 euro, totale dei 6 giri a testa più delle due cose che ha bevuto lei prima che arrivasse il sottoscritto benefattore.
[to be continued...]
3 commenti:
Enrico,
da un tuo omonimo Pordenonese (aime' 42enne, ma trasferito altrove) un consiglio:
LASCIA AL PIU' PRESTO QUELLA CITTA' se vuoi avere una qualsiasi tipo di relazione (anche solo sex) con donne.
Tutte le Pordenonesi se la tirano ma alla grande.
Ciao,
Enrico.
bè neanche gli approcci erano proprio il massimo...
spero che dove sei adesso funzioni diversamente! in caso fammi un fischio che faccio un salto anch'io!
e.
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